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Progetto senza titolo

BiblioFaD 2020: rinvio inizio decima edizione

E’ stato rimandato a data da definirsi l’inizio della decima edizione di BiblioFaD previsto per la fine del mese di marzo 2020.
A causa delle disposizioni previste dal Governo per far fronte all’emergenza Covid19 molti potenziali partecipanti hanno messo in stand by la loro iscrizione a BiblioFaD per il regime ridotto di lavoro degli uffici degli enti di appartenenza.
Nonostante la modalità di formazione a distanza prevista nei primi tre moduli si adatti perfettamente alla difficile situazione che sta vivendo il Paese, ci sembra corretto attendere tutti gli interessati che ci hanno contattato e far partire il Corso quando si riuscirà a formare la “classe virtuale”.

Con la speranza di riprendere quanto prima siamo comunque a disposizione per chiarimenti e informazioni sia via mail (segreteria.bibliofad@biblionova.it) sia telefonicamente (388 4769994)

Le iscrizioni restano aperte!!!

#restiamoacasa

Attivazione lavoro agile per uffici Biblionova

In conformità alle raccomandazioni del Governo, il nostro ufficio di Piazza Mancini 4 a Roma, è chiuso fino a nuove disposizioni.
Il nostro lavoro continua da casa! Potete contattarci secondo queste modalità:

E-mail: info@biblionova.it
PEC: biblionova@pec.it
Cellulari: 333 6352992; 388 4769994

Per ora sul nostro telefono fisso è possibile solo lasciare messaggi in segreteria, vi preghiamo quindi di utilizzare gli altri contatti in via preferenziale.

Potete anche scriverci un messaggio tramite la nostra pagina Facebook o via LinkedIn.
Per altre email potete consultare la pagina dei contatti.

Restiamo a casa con fiducia e responsabilità, aspettando tempi migliori!

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Su AIB-WEB un Repository delle ricerche qualitative sulle biblioteche italiane

E’ disponibile su AIB-WEB un nuovo spazio dal titolo interessante: Le parole delle biblioteche, un Repository delle ricerche qualitative sulle biblioteche italiane.

Il progetto, nato dalla ricognizione iniziata nel 2015 da Anna Galluzzi e Chiara Faggiolani, ad oggi raccogliere i testi prodotti nell’ambito di 13 indagini sulle biblioteche pubbliche che costituiscono un corpus testuale di 314 testi, per un totale di 679.989 occorrenze e 14.629 forme grafiche, analizzato mediante l’applicazione delle tecniche dell’analisi automatica del testo (AAT).
Oltre l’analisi testuale e alla conseguente produzione di conoscenza tramite la narrazione, il progetto si è evoluto nella direzione di uno strumento di “raccolta dei testi prodotti dalle indagini qualitative condotte dalle e sulle biblioteche italiane, creando uno spazio pensato come un punto di riferimento per i bibliotecari italiani in questo ambito.

L’obiettivo è ambizioso: “diventare un osservatorio permanente sulle storie e le narrazioni che vedono protagonista la biblioteca contemporanea (non solo quella pubblica), obiettivo che non solo amplierebbe significativamente le possibilità di analisi, ma potrebbe diventare anche una preziosa fonte per la storia delle biblioteche a vantaggio dei futuri studiosi.”

Il progetto si pone nell’ottica della condivisione delle esperienze per questo la pagina contiene anche un invito a partecipare, dove sono indicate modalità e contatti.

Da parte nostra facciamo un in bocca al lupo a “Le parole delle biblioteche” tenendoci pronti a collaborare alla prima occasione!!!

calendari

Calendario Biblionova 2020: in viaggio verso lo sviluppo sostenibile

Sono tanti anni che produciamo un Calendario Biblionova da regalare a soci, collaboratori, colleghi e clienti affezionati. E’ un lavoro al quale teniamo molto e che ogni anno, pur impegnandoci in termini di tempo ed energie, ci piace fare pensando che accompagnerà durante l’anno di lavoro i nostri “amici” i quali lo terranno sulle proprie scrivanie pensando anche a noi di tanto in tanto.

Quest’anno vogliamo raccontarvi come è nato il Calendario 2020, un calendario speciale per chi fa il nostro mestiere, per diversi motivi: primo fra tutti, ma questa non è una novità, perché è stato un progetto condiviso con tanti soggetti, non solo interni alla cooperativa, e poi per il tema trattato.

Ma andiamo con ordine: l’idea di base. L’idea di base è quella del contributo che le biblioteche possono dare alla realizzazione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) previsti dall’Agenda 2030.

Le suggestioni verso questo tema sono abbastanza facili da trovare in questo periodo, sia nella letteratura professionale sia nel mondo dell’informazione in generale: la consapevolezza del ruolo che ognuno di noi può avere nel percorso verso un futuro sostenibile sembra essere diventata parte del sentire comune. Per quanto riguarda il nostro settore, basti pensare che il titolo del prossimo Convegno Stelline 2020 è “Biblioteche e sviluppo sostenibile: azioni, strategie, indicatori, impatto”.

La spinta principale però alla scelta di questo tema è venuta dai corsisti della IX edizione di BiblioFaD appena conclusa. Nella piattaforma del corso di formazione online per operatori di biblioteche e centri di documentazione che Biblionova svolge in cooperazione con il BAICR, c’è un forum che ha visto quest’anno, tra le tante discussioni, proprio quella nata da una riflessione della professoressa Chiara Faggiolani rivolta ai corsisti: la relazione tra i temi dello sviluppo sostenibile e le biblioteche e, in particolare, le competenze e le conoscenze necessarie al bibliotecario in questo nuovo contesto.

Tutti d’accordo in Biblionova, bella idea, ma quale taglio dare e come realizzarla? Sono seguiti veri e propri brainstorming all’interno di un ristretto gruppo di lavoro. Il risultato è stato: rappresentare in 12 mesi attraverso dei concetti base il contributo che le biblioteche e quindi anche noi nel nostro piccolo, con il nostro lavoro quotidiano, diamo al viaggio verso la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Ci siamo messe al lavoro… abbiamo ragionato, analizzato e infine selezionato 10 parole chiave: accessibilità, alfabetizzazione, connettività, uguaglianza, mediazione, memoria, rete, consapevolezza, creatività e accesso ai dati. Le 10 parole sono al centro di un percorso che si apre con la parola del primo mese “benessere” e si chiude con un impegno “biblionova+biblioteche=benessere”. Sul retro di ogni mese, ad affiancare ogni parola chiave, abbiamo scelto 3 sotto-parole a definire meglio il concetto principale.

In copertina una illustrazione particolare: un puzzle in cui uno dei pezzi è il nostro logo, a significare che il nostro lavoro quotidiano è uno dei tantissimi tasselli che compongono il progetto globale del futuro sostenibile. E’ proprio la spinta dal basso, la collaborazione di tutti i soggetti e la condivisione degli obiettivi l’idea di base dell’Agenda 2030!

Altra componente importantissima del nostro lavoro è stata la collaborazione con la bravissima visual designer Livia Massaccesi, che ha realizzato per noi i calendari 2017, 2018 e 2019: sottoposta ad una vera e propria lezione di biblioteconomia concentrata per spiegare il nostro linguaggio e cosa nella nostra professione vogliano dire parole come “accessibilità”, “mediazione”, “consapevolezza”, “accesso ai dati”, Livia ha avuto una pazienza e una capacità di ascolto straordinarie che l’hanno portata a rappresentare i concetti esattamente come li avevamo pensati!

Infine il testo introduttivo: chiaro, preciso, coerente, un regalo prezioso che ci ha fatto Chiara Faggiolani che consideriamo parte del gruppo di lavoro e che ringraziamo di cuore.

Perché ci è piaciuto così tanto lavorare a questo Calendario Biblionova 2020? Come abbiamo già detto ci è piaciuto perché è stato un bel lavoro di gruppo. Ma c’è un’altra ragione. Rappresentare cosa possano fare le biblioteche per migliorare le nostre comunità è stato un bellissimo esercizio di consapevolezza del nostro mestiere, un guardarsi allo specchio e riconoscersi in una serie di valori che hanno un risvolto concreto nelle nostre azioni quotidiane: per questo pensiamo che il bibliotecario sia “il mestiere più bello del mondo”!!!

 

 

 

 

BIBLIONOVA_BiblioFaD2020

BiblioFaD 2020: aperte le iscrizioni alla decima edizione!

Sono aperte le iscrizioni alla nuova edizione di BiblioFaD,  il corso di formazione online per operatori di biblioteca e centri di documentazione organizzato da Biblionova in collaborazione con BAICR.
Quest’anno cifra tonda per BiblioFaD 2020 che arriva alla X edizione, un traguardo importante che testimonia una consolidata esperienza nella formazione a distanza nei settori della biblioteconomia e della documentazione.

Nel corso delle 9 edizioni si sono avvicendati circa 250 corsisti provenienti da tutte le Regioni del nostro paese: per avere l’Italia al completo manca all’appello solo la Valle d’Aosta, sarebbe bello festeggiare la X edizione con la partecipazione di un suo rappresentante!

BiblioFaD_per_regione2019

La durata del corso è di otto mesi. Lo schema ricalca quello delle edizioni precedenti: quattro moduli didattici di cui tre online e uno in presenza.

Il collegamento online degli iscritti avviene attraverso una piattaforma interattiva ampiamente sperimentata e rispondente agli standard di qualità.

Sulla pagina dedicata a BiblioFaD all’interno del nostro sito trovate il modulo d’iscrizione, una brochure informativa e tutti gli elementi necessari per capire se BiblioFaD è il corso adeguato alle vostre esigenze.

La nostra segreteria è a vostra disposizione e potete contattarla scrivendo a segreteria.bibliofad@biblionova.it o telefonando allo 06.3974.2906.

BibliotecaGirolamini

Una domenica a Napoli in visita alla Biblioteca dei Girolamini

Domenica 15 dicembre, ore 9.30 appuntamento alla Stazione Termini per prendere il treno Italo 9907 direzione Napoli Centrale.
Questa volta il gruppo Biblionova è ampio: siamo quasi 25! Per noi è un record di presenze e ci chiediamo: “chissà perché?”. Forse per la particolarità della meta: Napoli, una città molto vicina, poco più di un’ora di viaggio, affascinante nonostante le sue contraddizioni (ma anche Roma ne ha così tante di contraddizioni!) e poi un luogo particolare, il Complesso Monumentale dei Girolamini con la sua Biblioteca, resa sicuramente famosa dalle tristi vicende giudiziarie ancora non concluse, che hanno portato alla reazione d’orgoglio dei bibliotecari sfociate nel Bibliopride.

Appena usciti dalla stazione di Napoli Centrale ci siamo immersi nei vicoli della città, affollatissimi, pieni zeppi di gente e di posti dove lo street food la fa da padrone. E in mezzo a tutto questo caos che ha una sua logica, in mezzo a cartelli con su scritto “San Gennaro Bed”, spuntano mostre di Caravaggio, meraviglie architettoniche e tra queste il Complesso Monumentale dei Girolamini in Via Duomo 142.

Abbiamo prenotato la visita mesi fa perché le aperture sono straordinarie, circa due al mese; le visite sono gestite da Coopculture.
Ad accoglierci Edgar, un ragazzo giovane, preparato, appassionato e con una abilità narrativa molto piacevole: lo ringraziamo per il tempo trascorso insieme.
Dopo qualche cenno di storia dell’edificio abbiamo visitato il Complesso, ammirando il bellissimo agrumeto e la Quadreria.
Poi, dopo una serie di porte chiuse con su scritto “Locale sottoposto a sequestro su disposizione dell’autorità giudiziaria”, in fondo al corridoio sulla destra, la Sala Vico, detta anche Sala Grande o Sala A… l’obiettivo della nostra visita, la splendida biblioteca con arredi lignei che custodiscono testi rari del XVI e XVII secolo e un profumo inconfondibile, che conosciamo bene…
Non siamo potuti entrare: a chiudere la sala un nastro rosso che rendeva inaccessibile il luogo. Abbiamo ammirato la biblioteca da fuori (ognuno di noi avrà pensato: “Peccato!”).

Sul treno di ritorno abbiamo provato a trovare parole che esprimessero ciò che avevamo visto, parole che vi restituiamo.
Per noi la Biblioteca dei Girolamini è: monumentale; straordinaria (per le pitture, per le sue vicende, per la possibilità di visita di un luogo non accessibile); suggestiva; eclettica (perché racchiude in maniera armonica diversi aspetti); cattedrale della conoscenza (per la sua atmosfera quasi sacra, carica di concentrazione e per la magnificenza delle sue dimensioni); austera.

Ma se proprio dovessimo scegliere tra tutte le suggestioni, ricordando che la Biblioteca fu aperta al pubblico nel 1586, che è la più antica di Napoli e la seconda in Italia dopo la Malatestiana di Cesena, potremmo dire che per noi bibliotecari, è soprattutto un tesoro dietro un nastro rosso, un patrimonio che aspetta da anni di essere aperto al pubblico e reso vivo.
Dopo averlo intravisto, ci auguriamo ancor più che ciò avvenga presto.

Ad maiora!

 

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Digital Readers 10: dialoghi sulla lettura possibile

Il Digital Readers compie 10 anni! Nel 2010 nasceva infatti il progetto proposto dalla Biblioteca dei ragazzi di Rozzano con l’obiettivo di lanciare riflessioni su rivoluzione digitale, nativi digitali, politiche e strategie di enti, imprese e professioni che gravitano intorno alla filiera del libro e dell’educazione. Un processo in cui le biblioteche, in particolare le biblioteche pubbliche, sono in prima linea, vista la loro natura di osservatori privilegiati per comprendere modalità e processi con cui le nuove generazioni soddisfano i propri bisogni di informazione, conoscenza e socializzazione.
Anche noi siamo stati parte di questi dialoghi: abbiamo iniziato con il DR6 nel 2015, presentando il nostro BiblioKids, modello di biblioteca per bambini 2.0. Siamo stati subito accolti meravigliosamente dagli organizzatori, incuriositi e felici di trovare esperimenti di lettura digitale anche a Roma e nel Lazio: è per questo che siamo tornati anche gli anni successivi. Da allora per noi il Digital Readers è stato un appuntamento fisso, un’occasione vera di “dialogo sulla lettura possibile”.
Ci dispiace molto di non essere lì quest’anno tra il pubblico del Digital Readers 10, ma siamo certi che troveremo il modo di sapere cosa diranno le dieci voci invitate per raccontare i dieci anni della manifestazione.
Siamo anche molto curiosi di sapere come andrà a finire la chiusura di Giuseppe Bartorilla, Caterina Ramonda e Mamamò – Elisa Salamini e Roberta Franceschetti – con il titolo ad effetto “10 anni a Digital Readers: verso l’infinito e oltre”.

Buon Digital Readers 10 a tutti!!!

 

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Settimana nazionale Nati per Leggere 2019

Siamo nel vivo della Settimana nazionale Nati per Leggere 2019!
Dal 16 al 24 novembre in tutta Italia si svolgeranno eventi all’insegna del motto “Andiamo Diritti alle Storie!” perché l’obiettivo dell’iniziativa, nata nel 2014, è quello di tutelare il diritto alle storie delle bambine e dei bambini.
Non è un caso che la Settimana abbia al suo interno proprio il 20 novembre, data in cui ricorre la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Nati per Leggere porta avanti, ormai da 20 anni, il principio che ogni bambino ha il diritto di essere protetto, non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dallo svantaggio socio-culturale e dalla povertà educativa e le storie in questo processo possono essere uno strumento incredibilmente efficace.

La lettura di storie ai più piccoli è anche un importante momento di relazione: così scriveva Gianni Rodari nella sua Grammatica della fantasia (1973):
“Prima di tutto la fiaba è per il bambino uno strumento ideale per trattenere con sé l’adulto. La madre è sempre tanto occupata, il padre appare e dispare secondo un ritmo misterioso, fonte di ricorrenti inquietudini. Di rado l’adulto ha tempo di giocare con il bambino come piacerebbe a lui, cioè con dedizione e partecipazione completa, senza distrarsi. Ma con la fiaba è diverso.
Fin che essa dura, la mamma è lì, tutta per il bambino, presenza durevole e consolante, fornitrice di protezione e sicurezza. Non è detto che quando chiede, dopo la prima, una seconda fiaba, il bambino sia realmente interessato, o esclusivamente interessato alle sue vicende: forse egli vuole soltanto prolungare più che può quella piacevole situazione, continuare ad avere la mamma accanto al suo letto, o seduta nella stessa poltrona. Ben comoda, perché non le venga la voglia di scappare troppo presto. […]
La voce della madre non gli parla solo di Cappuccetto Rosso o di Pollicino: gli parla di se stessa. Un semiologo potrebbe dire che il bambino è interessato, in questo caso, non solo al “contenuto” e alle sue “forme”, non solo alle “forme dell’espressione”, ma alla “sostanza dell’espressione”, cioè alla voce materna, alle sue sfumature, volumi, modulazioni, alla sua musica che comunica tenerezza, che scioglie i nodi dell’inquietudine, fa svanire i fantasmi della paura.”

Ci sembra che siano tanti i motivi per promuovere la lettura dalla primissima infanzia e a questi aggiungiamo che i libri per bambini sono favolosi e che leggere a piedi scalzi su un tappeto morbido circondati da piccoli lettori ci piace moltissimo!!!

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Digitalizzazione del patrimonio culturale (Macerata, 17 e 18 ottobre 2019)

Interessante convegno di studi organizzato dall’Università di Macerata, a margine del Master di II Livello fgcAD (Formazione, gestione e conservazione di Archivi Digitali in ambito pubblico e privato), e incentrato sul  tema della digitalizzazione del patrimonio culturale sia dal punto di vista accademico-teorico e della riflessione critica che dal punto di vista pratico con esperienze e casi di studio.

“Digitalizzazione non è fare una scansione” esordisce la presidente ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) all’apertura della prima giornata di lavori, ponendo l’accento sulla complessità dell’operazione, che richiede competenze specifiche, riflessione e analisi del materiale documentario oggetto di studio, uso consapevole delle nuove tecnologie per la tutela, la valorizzazione, la fruizione, l’accessibilità, la conservazione e la messa in sicurezza del patrimonio culturale nelle sue molteplici espressioni.

Nel corso della prima giornata, dedicata agli obiettivi strategici della digitalizzazione, sono state illustrate le novità più rilevanti in materia di linee guida, standard di riferimento e strumenti.
I dati del censimento sullo stato della digitalizzazione svolto nel 2017 su 120 istituzioni culturali dall’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) e illustrato da Chiara Veninata, hanno evidenziato alcune criticità: mancanza di una mappatura ufficiale dei siti che espongono risorse digitali, frammentarietà, scarsi servizi per gli utenti e quindi scarsa valorizzazione del materiale (non ci si basa su tecnologie semantiche che consentano e rendano significative le correlazioni delle risorse tra di loro), poca attenzione alle modalità di conservazione e al tema delle licenze d’uso, mancanza di formazione adeguata per il personale. E’ evidente come il progetto della Digital Library del patrimonio culturale italiano sia ancora quindi molto lontano.
Sono emersi comunque dal convegno molti spunti positivi e la concreta volontà di rendere i dati digitalizzati aperti e accessibili nonché correlati tra di loro (Linked Open Data) e fruibili su diversi dispositivi, sistemi operativi e piattaforme (interoperabilità).
Molti i progetti presentati, tra gli altri: il portale integrato dei beni culturali ecclesiastici BeWeb con oltre dieci milioni di records; SBN Teca, un’evoluzione della Teca Digitale italiana di Internet Culturale e SBN Cloud (sviluppato con software open source e destinato a biblioteche e reti di biblioteche cui offre assistenza tecnologica e servizi scalabili) entrambi dell’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche).

Nella seconda giornata di lavori, dedicata ad esperienze e casi di studio, si è parlato dei Materiali Audiovisivi (tecniche di digitalizzazione dell’archivio storico della RAI e digitalizzazione dei media audiovisivi dell’Archivio Luce), Sonori (digitalizzazione dell’archivio sonoro di Radio Radicale e della Radio Vaticana), Fotografici (con il bellissimo esempio della Fototeca dello storico dell’Arte Federico Zeri) e Cartacei con il workflow del progetto di digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana illustrato in un interessante intervento di Daniele Lisci del Coordinamento dei Servizi Informatici BAV che ha approfondito le tematiche della conservazione a lungo termine nel formato FITS e dell’adozione dello standard IIIF – International Image Interoperability Framework.

(Il convegno è ascoltabile nella sezione “Convegni” di Radio Radicale – https://www.radioradicale.it/scheda/587508/digitalizzazione-del-patrimonio-culturale-linee-guida-standard-esperienze).

(Articolo a cura di Alessandra Poleti)

BiblionovaCambiaSede

Biblionova cambia sede: dal 1° novembre a Piazza A. Mancini

Dopo quasi 20 anni, da quando nel 2000 ci trasferimmo dall’ufficio in Prati di Via Rodi 49 al quartiere Flaminio nei locali di Largo Pietro Vassalletto 6, abbiamo deciso di cambiare e rinnovarci!

Non andremo molto lontano, ci sposteremo di soli 350 metri.

Dal 1° novembre 2019 il nuovo ufficio sarà a:

Piazza Antonio Mancini 4, scala B, interno 6 (Roma)

Resteranno invariati i recapiti telefonici ed email.

Stiamo lavorando per creare un luogo accogliente e funzionale per tutti: per la nostra Segreteria, per l’Area contabilità, per i soci e collaboratori che dovranno periodicamente lavorare da remoto, per i membri del CdA in carica e a venire, che si occupano della gestione, per tutti i nostri partner e collaboratori.

L’augurio è che la nuova sede diventi un luogo sempre più frequentato, dove tutti abbiano il piacere di lavorare, incontrarsi e far confluire le diverse esperienze disseminate negli archivi e biblioteche dentro e fuori la città, e che sia un luogo fortunato come lo sono stati “Via Rodi” e “Vassalletto”, dove abbiamo lasciato tanti ricordi che ognuno di noi conserva nel proprio cuore.

Ad maiora!

  • Biblionova Società Cooperativa
    Piazza Antonio Mancini, 4
    00196 Roma
    Tel.: 06.3974.2906
    Fax: 06.323.2451
    Email: info@biblionova.it
    PEC: biblionova@pec.it

    Codice Fiscale: 03217650583
    Partita IVA: 01172631002
    Iscr. Trib. n° 2283/78
    C.C.I.A.A n° 428165

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    Redazione e aggiornamento del sito web a cura di Laura Ciallella e Silvia Sarti.