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Calendario Biblionova 2020: in viaggio verso lo sviluppo sostenibile

Sono tanti anni che produciamo un Calendario Biblionova da regalare a soci, collaboratori, colleghi e clienti affezionati. E’ un lavoro al quale teniamo molto e che ogni anno, pur impegnandoci in termini di tempo ed energie, ci piace fare pensando che accompagnerà durante l’anno di lavoro i nostri “amici” i quali lo terranno sulle proprie scrivanie pensando anche a noi di tanto in tanto.

Quest’anno vogliamo raccontarvi come è nato il Calendario 2020, un calendario speciale per chi fa il nostro mestiere, per diversi motivi: primo fra tutti, ma questa non è una novità, perché è stato un progetto condiviso con tanti soggetti, non solo interni alla cooperativa, e poi per il tema trattato.

Ma andiamo con ordine: l’idea di base. L’idea di base è quella del contributo che le biblioteche possono dare alla realizzazione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) previsti dall’Agenda 2030.

Le suggestioni verso questo tema sono abbastanza facili da trovare in questo periodo, sia nella letteratura professionale sia nel mondo dell’informazione in generale: la consapevolezza del ruolo che ognuno di noi può avere nel percorso verso un futuro sostenibile sembra essere diventata parte del sentire comune. Per quanto riguarda il nostro settore, basti pensare che il titolo del prossimo Convegno Stelline 2020 è “Biblioteche e sviluppo sostenibile: azioni, strategie, indicatori, impatto”.

La spinta principale però alla scelta di questo tema è venuta dai corsisti della IX edizione di BiblioFaD appena conclusa. Nella piattaforma del corso di formazione online per operatori di biblioteche e centri di documentazione che Biblionova svolge in cooperazione con il BAICR, c’è un forum che ha visto quest’anno, tra le tante discussioni, proprio quella nata da una riflessione della professoressa Chiara Faggiolani rivolta ai corsisti: la relazione tra i temi dello sviluppo sostenibile e le biblioteche e, in particolare, le competenze e le conoscenze necessarie al bibliotecario in questo nuovo contesto.

Tutti d’accordo in Biblionova, bella idea, ma quale taglio dare e come realizzarla? Sono seguiti veri e propri brainstorming all’interno di un ristretto gruppo di lavoro. Il risultato è stato: rappresentare in 12 mesi attraverso dei concetti base il contributo che le biblioteche e quindi anche noi nel nostro piccolo, con il nostro lavoro quotidiano, diamo al viaggio verso la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030.

Ci siamo messe al lavoro… abbiamo ragionato, analizzato e infine selezionato 10 parole chiave: accessibilità, alfabetizzazione, connettività, uguaglianza, mediazione, memoria, rete, consapevolezza, creatività e accesso ai dati. Le 10 parole sono al centro di un percorso che si apre con la parola del primo mese “benessere” e si chiude con un impegno “biblionova+biblioteche=benessere”. Sul retro di ogni mese, ad affiancare ogni parola chiave, abbiamo scelto 3 sotto-parole a definire meglio il concetto principale.

In copertina una illustrazione particolare: un puzzle in cui uno dei pezzi è il nostro logo, a significare che il nostro lavoro quotidiano è uno dei tantissimi tasselli che compongono il progetto globale del futuro sostenibile. E’ proprio la spinta dal basso, la collaborazione di tutti i soggetti e la condivisione degli obiettivi l’idea di base dell’Agenda 2030!

Altra componente importantissima del nostro lavoro è stata la collaborazione con la bravissima visual designer Livia Massaccesi, che ha realizzato per noi i calendari 2017, 2018 e 2019: sottoposta ad una vera e propria lezione di biblioteconomia concentrata per spiegare il nostro linguaggio e cosa nella nostra professione vogliano dire parole come “accessibilità”, “mediazione”, “consapevolezza”, “accesso ai dati”, Livia ha avuto una pazienza e una capacità di ascolto straordinarie che l’hanno portata a rappresentare i concetti esattamente come li avevamo pensati!

Infine il testo introduttivo: chiaro, preciso, coerente, un regalo prezioso che ci ha fatto Chiara Faggiolani che consideriamo parte del gruppo di lavoro e che ringraziamo di cuore.

Perché ci è piaciuto così tanto lavorare a questo Calendario Biblionova 2020? Come abbiamo già detto ci è piaciuto perché è stato un bel lavoro di gruppo. Ma c’è un’altra ragione. Rappresentare cosa possano fare le biblioteche per migliorare le nostre comunità è stato un bellissimo esercizio di consapevolezza del nostro mestiere, un guardarsi allo specchio e riconoscersi in una serie di valori che hanno un risvolto concreto nelle nostre azioni quotidiane: per questo pensiamo che il bibliotecario sia “il mestiere più bello del mondo”!!!

 

 

 

 

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Digital Readers 10: dialoghi sulla lettura possibile

Il Digital Readers compie 10 anni! Nel 2010 nasceva infatti il progetto proposto dalla Biblioteca dei ragazzi di Rozzano con l’obiettivo di lanciare riflessioni su rivoluzione digitale, nativi digitali, politiche e strategie di enti, imprese e professioni che gravitano intorno alla filiera del libro e dell’educazione. Un processo in cui le biblioteche, in particolare le biblioteche pubbliche, sono in prima linea, vista la loro natura di osservatori privilegiati per comprendere modalità e processi con cui le nuove generazioni soddisfano i propri bisogni di informazione, conoscenza e socializzazione.
Anche noi siamo stati parte di questi dialoghi: abbiamo iniziato con il DR6 nel 2015, presentando il nostro BiblioKids, modello di biblioteca per bambini 2.0. Siamo stati subito accolti meravigliosamente dagli organizzatori, incuriositi e felici di trovare esperimenti di lettura digitale anche a Roma e nel Lazio: è per questo che siamo tornati anche gli anni successivi. Da allora per noi il Digital Readers è stato un appuntamento fisso, un’occasione vera di “dialogo sulla lettura possibile”.
Ci dispiace molto di non essere lì quest’anno tra il pubblico del Digital Readers 10, ma siamo certi che troveremo il modo di sapere cosa diranno le dieci voci invitate per raccontare i dieci anni della manifestazione.
Siamo anche molto curiosi di sapere come andrà a finire la chiusura di Giuseppe Bartorilla, Caterina Ramonda e Mamamò – Elisa Salamini e Roberta Franceschetti – con il titolo ad effetto “10 anni a Digital Readers: verso l’infinito e oltre”.

Buon Digital Readers 10 a tutti!!!

 

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Settimana nazionale Nati per Leggere 2019

Siamo nel vivo della Settimana nazionale Nati per Leggere 2019!
Dal 16 al 24 novembre in tutta Italia si svolgeranno eventi all’insegna del motto “Andiamo Diritti alle Storie!” perché l’obiettivo dell’iniziativa, nata nel 2014, è quello di tutelare il diritto alle storie delle bambine e dei bambini.
Non è un caso che la Settimana abbia al suo interno proprio il 20 novembre, data in cui ricorre la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Nati per Leggere porta avanti, ormai da 20 anni, il principio che ogni bambino ha il diritto di essere protetto, non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dallo svantaggio socio-culturale e dalla povertà educativa e le storie in questo processo possono essere uno strumento incredibilmente efficace.

La lettura di storie ai più piccoli è anche un importante momento di relazione: così scriveva Gianni Rodari nella sua Grammatica della fantasia (1973):
“Prima di tutto la fiaba è per il bambino uno strumento ideale per trattenere con sé l’adulto. La madre è sempre tanto occupata, il padre appare e dispare secondo un ritmo misterioso, fonte di ricorrenti inquietudini. Di rado l’adulto ha tempo di giocare con il bambino come piacerebbe a lui, cioè con dedizione e partecipazione completa, senza distrarsi. Ma con la fiaba è diverso.
Fin che essa dura, la mamma è lì, tutta per il bambino, presenza durevole e consolante, fornitrice di protezione e sicurezza. Non è detto che quando chiede, dopo la prima, una seconda fiaba, il bambino sia realmente interessato, o esclusivamente interessato alle sue vicende: forse egli vuole soltanto prolungare più che può quella piacevole situazione, continuare ad avere la mamma accanto al suo letto, o seduta nella stessa poltrona. Ben comoda, perché non le venga la voglia di scappare troppo presto. […]
La voce della madre non gli parla solo di Cappuccetto Rosso o di Pollicino: gli parla di se stessa. Un semiologo potrebbe dire che il bambino è interessato, in questo caso, non solo al “contenuto” e alle sue “forme”, non solo alle “forme dell’espressione”, ma alla “sostanza dell’espressione”, cioè alla voce materna, alle sue sfumature, volumi, modulazioni, alla sua musica che comunica tenerezza, che scioglie i nodi dell’inquietudine, fa svanire i fantasmi della paura.”

Ci sembra che siano tanti i motivi per promuovere la lettura dalla primissima infanzia e a questi aggiungiamo che i libri per bambini sono favolosi e che leggere a piedi scalzi su un tappeto morbido circondati da piccoli lettori ci piace moltissimo!!!

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Digitalizzazione del patrimonio culturale (Macerata, 17 e 18 ottobre 2019)

Interessante convegno di studi organizzato dall’Università di Macerata, a margine del Master di II Livello fgcAD (Formazione, gestione e conservazione di Archivi Digitali in ambito pubblico e privato), e incentrato sul  tema della digitalizzazione del patrimonio culturale sia dal punto di vista accademico-teorico e della riflessione critica che dal punto di vista pratico con esperienze e casi di studio.

“Digitalizzazione non è fare una scansione” esordisce la presidente ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) all’apertura della prima giornata di lavori, ponendo l’accento sulla complessità dell’operazione, che richiede competenze specifiche, riflessione e analisi del materiale documentario oggetto di studio, uso consapevole delle nuove tecnologie per la tutela, la valorizzazione, la fruizione, l’accessibilità, la conservazione e la messa in sicurezza del patrimonio culturale nelle sue molteplici espressioni.

Nel corso della prima giornata, dedicata agli obiettivi strategici della digitalizzazione, sono state illustrate le novità più rilevanti in materia di linee guida, standard di riferimento e strumenti.
I dati del censimento sullo stato della digitalizzazione svolto nel 2017 su 120 istituzioni culturali dall’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) e illustrato da Chiara Veninata, hanno evidenziato alcune criticità: mancanza di una mappatura ufficiale dei siti che espongono risorse digitali, frammentarietà, scarsi servizi per gli utenti e quindi scarsa valorizzazione del materiale (non ci si basa su tecnologie semantiche che consentano e rendano significative le correlazioni delle risorse tra di loro), poca attenzione alle modalità di conservazione e al tema delle licenze d’uso, mancanza di formazione adeguata per il personale. E’ evidente come il progetto della Digital Library del patrimonio culturale italiano sia ancora quindi molto lontano.
Sono emersi comunque dal convegno molti spunti positivi e la concreta volontà di rendere i dati digitalizzati aperti e accessibili nonché correlati tra di loro (Linked Open Data) e fruibili su diversi dispositivi, sistemi operativi e piattaforme (interoperabilità).
Molti i progetti presentati, tra gli altri: il portale integrato dei beni culturali ecclesiastici BeWeb con oltre dieci milioni di records; SBN Teca, un’evoluzione della Teca Digitale italiana di Internet Culturale e SBN Cloud (sviluppato con software open source e destinato a biblioteche e reti di biblioteche cui offre assistenza tecnologica e servizi scalabili) entrambi dell’ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche).

Nella seconda giornata di lavori, dedicata ad esperienze e casi di studio, si è parlato dei Materiali Audiovisivi (tecniche di digitalizzazione dell’archivio storico della RAI e digitalizzazione dei media audiovisivi dell’Archivio Luce), Sonori (digitalizzazione dell’archivio sonoro di Radio Radicale e della Radio Vaticana), Fotografici (con il bellissimo esempio della Fototeca dello storico dell’Arte Federico Zeri) e Cartacei con il workflow del progetto di digitalizzazione della Biblioteca Apostolica Vaticana illustrato in un interessante intervento di Daniele Lisci del Coordinamento dei Servizi Informatici BAV che ha approfondito le tematiche della conservazione a lungo termine nel formato FITS e dell’adozione dello standard IIIF – International Image Interoperability Framework.

(Il convegno è ascoltabile nella sezione “Convegni” di Radio Radicale – https://www.radioradicale.it/scheda/587508/digitalizzazione-del-patrimonio-culturale-linee-guida-standard-esperienze).

(Articolo a cura di Alessandra Poleti)

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Biblionova cambia sede: dal 1° novembre a Piazza A. Mancini

Dopo quasi 20 anni, da quando nel 2000 ci trasferimmo dall’ufficio in Prati di Via Rodi 49 al quartiere Flaminio nei locali di Largo Pietro Vassalletto 6, abbiamo deciso di cambiare e rinnovarci!

Non andremo molto lontano, ci sposteremo di soli 350 metri.

Dal 1° novembre 2019 il nuovo ufficio sarà a:

Piazza Antonio Mancini 4, scala B, interno 6 (Roma)

Resteranno invariati i recapiti telefonici ed email.

Stiamo lavorando per creare un luogo accogliente e funzionale per tutti: per la nostra Segreteria, per l’Area contabilità, per i soci e collaboratori che dovranno periodicamente lavorare da remoto, per i membri del CdA in carica e a venire, che si occupano della gestione, per tutti i nostri partner e collaboratori.

L’augurio è che la nuova sede diventi un luogo sempre più frequentato, dove tutti abbiano il piacere di lavorare, incontrarsi e far confluire le diverse esperienze disseminate negli archivi e biblioteche dentro e fuori la città, e che sia un luogo fortunato come lo sono stati “Via Rodi” e “Vassalletto”, dove abbiamo lasciato tanti ricordi che ognuno di noi conserva nel proprio cuore.

Ad maiora!

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La Regione Lazio approva la nuova legge sui servizi culturali

Il Consiglio Regionale della Regione Lazio nella seduta dello scorso 3 ottobre, ha approvato all’unanimità la proposta di legge n. 163 del 12 giugno 2019, concernente: “Norme in materia di Servizi Culturali Regionali. Abrogazione della legge regionale 24 novembre 1997, N. 42 (Norme in materia di Beni e Servizi Culturali del Lazio) e successive modifiche e di disposizioni varie in materia di valorizzazione culturale.”
Restano da approvare le disposizioni finanziarie, il titolo e l’ultimo articolo sull’entrata in vigore della legge.

A fine luglio la Commissione Cultura aveva ascoltato circa trenta fondazioni, istituti, archivi, musei e biblioteche del Lazio in una audizione alla quale erano presenti anche la Direzione Generale Archivi e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio.

Dopo la deliberazione del nuovo Piano triennale di indirizzo in materia di beni e servizi culturali 2019-2021, che mancava da 15 anni, la Regione Lazio procede nell’opera di rinnovamento e di adeguamento sia alla legge statale (Codice dei beni culturali e del paesaggio), sia al mutato contesto sociale, professionale e tecnologico.

Tra le novità più rilevanti possiamo segnalare l’accento sulla valorizzazione del patrimonio culturale regionale; il concetto di biblioteche, archivi, musei istituti culturali intesi come servizi culturali regionali; l’allineamento dell’Albo degli Istituti culturali alle Organizzazioni regionali. Vengono inoltre definiti gli “istituti similari”: case-museo, musei all’aperto, ecomusei.
Spicca tra le novità l’istituzione dell’Organizzazione Archivistica Regionale e l’art. 26 che tratta dei Sistemi integrati di servizi culturali.

Vengono individuate, tra le linee prioritarie di intervento, la valorizzazione dei siti UNESCO, del patrimonio culturale immateriale e della memoria storica dei piccoli comuni, da attuare con modalità che prevedono l’integrazione della politiche regionali in materia di ambiente, turismo, artigianato, la promozione della progettualità locale e del coordinamento tra soggetti pubblici e privati e la stesura di Accordi di valorizzazione come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Pur ammettendo la bontà della nuova legge, ci sarebbe piaciuto trovare maggiori indicazioni sulla professionalità degli operatori e sulla loro formazione, e che fosse previsto anche un maggiore confronto con il settore privato attraverso l’istituzione, sulla scorta della Regione Lombardia, di Tavoli della cultura, organismi consultivi costituiti da soggetti pubblici e privati.

 

 

Libro ufficio

Biblioteca in azienda? Fatto!

Ragioni di un’utopia

“Perché una biblioteca in azienda? A cosa serve leggere un romanzo?! Qui bisogna lavorare! Qui bisogna fare il fatturato, testina!”.
Un famosissimo personaggio del web potrebbe avere tranquillamente questa battuta nel suo repertorio, peccato che proprio un’azienda milanese DOC, la Pirelli, è stata una delle prime negli anni ’50 del secolo scorso a favorire la presenza di una biblioteca aziendale (il primato spetta a Olivetti già dagli anni ’30). Perché una biblioteca in azienda? Perché investire in un progetto simile?

Consideriamo le ragioni dell’imprenditore torinese riportate da Emanuela Ceva nell’articolo “L’utopia realista di Adriano Olivetti” pubblicato su Il politico nel 2010: Olivetti era un capitano d’industria con un’attenzione particolare alla “fioritura umana” dei suoi impiegati, un’utopia assolutamente realista che non perde di vista il capitale umano. Un perfezionista, in senso filosofico, sempre teso alla formulazione di linee di intervento che potessero realizzare il bene del lavoratore. L’idea individuata tende a curare particolarmente il rispetto della persona e della sua dignità, cosa che si completa perfettamente con un’attenzione anche all’aspetto culturale e all’organizzazione di eventi culturali.

Di fatto fu un primo embrione di welfare aziendale, in un’epoca in cui queste parole non esistevano ancora e le lotte per la conquista dei diritti dei lavoratori erano particolarmente intense.

Quali libri?

Quali libri si possono trovare in una biblioteca aziendale? Molte aziende hanno al loro interno un archivio o una biblioteca con materiali specifici per l’uso interno. Ad esempio, aziende di moda spesso si muniscono di materiali utili per il loro lavoro come riviste del settore, libri specifici su tecniche di lavorazione e simili. Gli archivi sono ricchi di tutta la storia documentale prodotta e da cui attingere in continuazione per non perdere l’identità dell’azienda stessa. Spesso sono spazi più o meno organizzati, accessibili solo al personale interno e con materiali strettamente legati all’uso richiesto dal lavoro quotidiano.

La biblioteca, di cui stiamo parlando invece, non è solo un luogo dove rintracciare testi specifici, ma anche un luogo di approfondimento dei propri interessi personali, che stimoli la creatività e possa arricchisca la personalità di ciascun lavoratore. Può diventare anche un luogo accessibile al pubblico esterno e quindi fruibile dalla comunità tutta.

L’utopia contagiosa

La cultura è un plusvalore in ogni ambito della vita di una persona, in azienda diventa un elemento di maggior competitività anche sul territorio. Per quanto non dia un utile immediato, investire in questo senso avvia un circolo virtuoso che permette alle imprese di crescere. Molte realtà stanno sviluppando questa ipotesi sulla scia di questi primi esempi milanesi: troviamo esempi a Torino, Milano e hinterland, Arezzo, Napoli e Roma. Un fenomeno che sta trovando sempre maggiori consensi, confermando la bontà dell’iniziativa.

Cosa potrebbe succedere se poi la biblioteca aziendale crea delle partnership con le biblioteche di pubblica lettura sul territorio aprendosi al prestito interbibliotecario o alla fruizione delle risorse della biblioteca digitale?  Non è un’utopia, è una realtà concreta e ben strutturata.

L’utopia diventa sistema

Nel momento in cui l’azienda sigla accordi per integrarsi in un sistema bibliotecario le possibilità di fruizione dei materiali crescono moltissimo. Un esempio è il catalogo della Biblioteca della Fondazione Pirelli.

Questo OPAC è integrato con il Polo regionale Lombardia del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) per cui tutti possono vedere liberamente quale sia il posseduto della biblioteca ed eventualmente fare richiesta all’ente per consultare il materiale di interesse. Inoltre, accanto ai testi specifici che riguardano gli ambiti di intervento della fondazione, i dipendenti possono accedere a tutti i servizi della biblioteca digitale fornita dal sistema. In realtà la prima esperienza di questa multinazionale in questa direzione è stata messa in atto per lo stabilimento a Settimo torinese con conseguenze a cascata sulle altre sedi del nord-Italia.

La fondazione ha instaurato un dialogo forte e proficuo tra il servizio pubblico e l’operatore privato che sta portando ad interessanti risultati: solo in Pirelli vengono prestati circa 500 libri al mese. Nel 2018 è stata inaugurata una nuova biblioteca in un’altra sede aziendale, con una ragionevole prospettiva di crescita nelle statistiche.

Ma Milano non ha l’esclusiva! A febbraio 2017 Confindustria Bari-BAT (Barletta-Andria-Trani) e l’assessore dei beni culturali di Bari hanno siglato un accordo per cui le aziende associate di Confindustria possono avvalersi di un “punto biblioteca” direttamente in azienda. Ogni spot è collegato con la Biblioteca Santa Teresa dei Maschi-De Gemmis che fornisce il supporto specialistico necessario per la gestione della circolazione libraria sia interna all’azienda sia in dialogo con tutto il sistema bibliotecario, ampliando esponenzialmente l’ampiezza del catalogo e le possibilità di scelta.

Un’altra interessante esperienza è la biblioteca nata nella zona industriale di Marcianise in provincia di Caserta, inserita perfettamente nel sistema bibliotecario del territorio. Il progetto nasce dal desiderio di combattere l’analfabetismo funzionale, cioè l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Questo fenomeno si traduce nell’incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni con cui entriamo in contatto tutti i giorni. Un andamento molto preoccupante a livello sociale e ancor più in un’attività produttiva in cui la massa di dati e informazioni da gestire cresce esponenzialmente ogni giorno. Non è possibile esimersi da questo ambito di intervento nel contesto attuale e questa consapevolezza fa risaltare ancora di più l’importanza di questa nuova apertura.

Un’azienda speciale: il CSBNO

Nel 1997 nasceva a Milano il Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest (CSBNO), con l’intento proprio di coordinare e sviluppare le varie realtà bibliotecarie del territorio. Nel 2017 il Sistema si è evoluto implementando una serie di servizi, diventando un’azienda speciale e cambiando il significato del suo acronimo (Culture Socialità Biblioteche Network Operativo).

Ad oggi il CSBNO gestisce 45 biblioteche di pubblica lettura, 7 biblioteche scolastiche, 2 biblioteche per ragazzi, 1 professionale, 1 speciale, 1 d’impresa e 3 centri per la documentazione di storia locale. Lo scopo del CSBNO non è solo quello di offrire una fruizione completa dei servizi della biblioteca, ma anche creare spazi di condivisione a più livelli incentivando il welfare culturale. Non si tratta solo di promozione della lettura, ma anche di mettere a disposizione dei lavoratori spazi di condivisione culturale per il loro tempo libero. L’obiettivo del Progetto CSBNO per l’imprese è proprio quello di creare un network che copra tutti gli ambiti del sapere, luoghi di condivisione anche personale che favoriscano il benessere della persona.

Un modello da esportare

Non stiamo parlando di fantascienza, stiamo parlando di una realtà in espansione che contribuisce fortemente al benessere dei lavoratori e ha bisogno di essere supportata da convenzioni e da operatori della cultura lungimiranti e attenti alle esigenze di tutti.

Non è stato ancora fatto uno studio statistico approfondito sulle biblioteche aziendali, ma è un dato che questa buona pratica si stia diffondendo e stia prendendo connotazioni uniche e prettamente italiane. Non esistono standard sulle biblioteche aziendali come è difficile trovare esempi come quelli descritti al di fuori del nostri confini nazionali. Questi modelli sono indicativi di come il dialogo tra enti pubblici e privati sia possibile anche in ambito culturale e che, anzi, vada valorizzato sia per una crescita culturale del paese sia per la crescita e la competitività delle singole realtà produttive. “La biblioteca fa fatturato, testina!”

 

Per approfondire:

https://well-work.it/it/blog/welfare-aziendale/promuovere-la-cultura:-il-welfare-e-le-biblioteche-aziendali

https://www.varese7press.it/162931/economia/biblioteche-in-azienda-strumenti-di-welfare-e-di-benessere

http://webopac.csbno.net/

https://bari.repubblica.it/cronaca/2017/02/06/news/biblioteche_libri_impresa_confindustria-157727434/?refresh_ce

https://www.marcianise.info/2019/02/la-glsolarenergy-apre-una-piccola-biblioteca-aziendale-nellarea-industriale-di-marcianise/

https://www.fondazionepirelli.org/it/le-biblioteche/

Ceva Emanuela, L’utopia realista di Adriano Olivetti: la fioritura della persona tra rispetto e innovazione, in Il politico, vol. 75, n. 2 (2010), pp. 179-186.

Bibliopride

Bibliopride 2019! In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli.

Vi siete mai chiesti quali siano le domande cui un bibliotecario risponde ogni giorno da dietro il bancone? La casistica copre un ventaglio di opzioni ragguardevole. Pensate ad una biblioteca comunale, a quando cercate quel famosissimo libro di cui non ricordate l’autore ma solo che aveva la copertina rossa. Pensate ad una biblioteca universitaria, alla preparazione della tesi di laurea, alle ricerche bibliografiche che prendono pieghe impensabili con lo studente che non sa se essere felice o cominciare a preoccuparsi per tutto quello che dovrà leggere. Pensate alle biblioteche specializzate, al bibliotecario che fa mille domande e alla fine trova proprio quell’articolo fondamentale per la sua ricerca e che nessuno riusciva a procurarvi. Pensate ad una sala ragazzi piena di genitori e bambini che gattonano tra gli scaffali 0-6. Non vi sembrano motivi per essere orgogliosi di questo mestiere?
A noi sì, per questo fu particolarmente doloroso scoprire nel 2012 il caso della Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Il furto di preziosi manoscritti a vantaggio di note personalità della politica ad opera del direttore della biblioteca stessa ha creato non poca indignazione tra i professionisti della cultura. Emerse allora con particolare decisione la necessità di ricordare a tutti la vera statura del bibliotecario e l’importanza delle biblioteche per la crescita economico-culturale di tutti.
Nacque così Bibliopride – Giornata nazionale delle biblioteche sotto la guida di AIB (Associazione Italiana Biblioteche). Le prime sette edizioni, partite proprio da Napoli nel 2012, sono state strutturate come un’unica giornata di festa della cultura. L’ottava edizione di quest’anno trova un felice connubio con i 20 anni di Nati per Leggere e sarà diffusa su tutto il territorio nazionale con numerose iniziative che si svolgeranno nella settimana dal 23 al 28 settembre.
Bibliotecari e operatori culturali proporranno letture animate, presentazioni di libri, visite alle biblioteche di pregio per far riscoprire il fascino e la ricchezza di queste istituzioni, tutti eventi completamente gratuiti. Il connubio con Nati per leggere ha suggerito molte iniziative dedicate ai più piccoli, ricordando che la “Leggere fa bene: prima si inizia e meglio è!”.
L’iniziativa ha ottenuto patrocini illustri: Senato della Repubblica; Camera dei Deputati; Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; AIE – Associazione italiana editori; ALI – Associazione librai italiani; ANAI – Associazione nazionale archivistica italiana; ANCI – Associazione nazionale comuni italiani; AVI – Associazione videoteche mediateche italiane; IALM Italia.

Quindi, agenda alla mano, non prendete impegni, c’è il Bibliopride 2019, perché “In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli”!

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20 anni di Nati per Leggere

Nati per Leggere compie 20 anni, ma come è nata questa esperienza?

Nel 1999 ad Assisi l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione italiana biblioteche (AIB) e il Centro per la salute del bambino (CSB) su iniziativa degli allora presidenti hanno dato vita al programma Nati per Leggere. L’obiettivo, come si legge sul sito dedicato al programma, è quello di promuovere la lettura in famiglia per i bambini da 0 a 6 anni per sostenere positivamente il loro sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale con significative conseguenze sul rapporto genitori-figli e sulla futura vita adulta del bambino.

Il programma, grazie allo sforzo dei suoi promotori e dei tanti volontari attivi, ha avuto fin da subito il supporto delle istituzioni nazionali, sia del Ministero dei Beni e delle Attività culturali sia del Ministero della Salute sia dall’International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA). Attualmente NpL è presente in più di 2000 comuni italiani con circa 800 progetti attivi con particolare riguardo allo sviluppo di spazi di socializzazione, condivisione e integrazione all’interno della comunità sia essa la famiglia o il quartiere. Per questo i presidi NpL sono innanzitutto luoghi di accoglienza per i genitori e i loro figli, come ad esempio le sale d’attesa degli ambulatori pediatrici, i nidi, le scuole d’infanzia e le biblioteche.

Di fatto, l’Osservatorio editoriale di Nati per Leggere ogni anno seleziona e suggerisce un certo numero di libri adatti ai vari momenti della crescita del bambino secondo criteri precisi e definiti proponendo percorsi di lettura e di condivisione. Gli strumenti prodotti dal programma sono una Bibliografia cartacea, nata nel 2001 e giunta alla sua sesta edizione, e un catalogo online inaugurato lo scorso anno e disponibile su piattaforma wiki.

Per le sue caratteristiche, la biblioteca è un luogo privilegiato dove sviluppare un presidio NpL, infatti ci sono specifiche direttive per i bibliotecari con la possibilità di frequentare un corso formativo ad hoc. Se ci pensiamo bene, i bibliotecari hanno nel DNA la promozione della lettura e stimolare fin dai prima anni è un’occasione imperdibile.. In questa epoca in cui le statistiche ci ricordano quanto poco sia diffusa la lettura tra i nostri connazionali, abbiamo la possibilità di far scoprire la bellezza della lettura a adulti e bambini, offrire momenti di condivisione importanti per gli adulti di oggi e quelli di domani, contribuendo alla formazione di persone più consapevoli e complete che possono scoprire fin da ora la bellezza e la ricchezza di un libro e della lettura tanto spesso bistrattata.

Come festeggiare questo importante compleanno? Il prossimo appuntamento sarà il Convegno e la Festa del 26 settembre prossimo presso l’Aula Magna dell’Università Sapienza di Roma. Ma i festeggiamenti sono iniziati già ad aprile scorso, durante la Fiera del Libro per ragazzi di Bologna: il filo conduttore del programma de Il vento dei 20 è stato proprio il numero 20: tutte le manifestazioni e gli eventi programmati hanno avuto come tema questo numero. Non ci soffermiamo sulle singole iniziative (sarebbe impossibile elencarle tutte a dovere), vogliamo però sottolineare che la sfida è grande, gli strumenti per partecipare non mancano e, come bibliotecari, è un’occasione da non perdere per condividere la passione per la lettura che ci anima e che vorremmo potesse contagiare il nostro paese e il mondo intero.

 

Per approfondire:

Nati per Leggere: http://www.natiperleggere.it/il-vento-dei-20.html; https://www.facebook.com/natiperleggere/

AIB: https://www.aib.it/attivita/2019/75368-vento-dei-20-convegno-nati-per-leggere/

FocusElenchiNazionali

Tempo di professionalità riconosciuta

Il 20 maggio scorso il Ministero per i beni e le attività culturali ha emanato il decreto che contiene il Regolamento concernente la procedura per la formazione degli elenchi nazionali dei professionisti dei beni culturali dando attuazione alla modifica del Codice dei beni culturali approvata con la legge n. 110/2014.
Ebbene sì, è successo e questi riferimenti normativi testimoniano con chiarezza che finalmente ci saranno elenchi nazionali anche per i professionisti dei beni culturali. Il processo per arrivare a questo risultato è stato lungo e difficile, ma è stato raggiunto un primo ragguardevole traguardo sulla strada del riconoscimento della professione.
Il sito del Ministero ha subito reso noti il Regolamento e le tabelle di inquadramento dei singoli professionisti (antropologo fisico, archeologo, archivista, bibliotecario, demoetnoantropologo, esperto di diagnostica e di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali, storico dell’arte). L’ultimo passo normativo è la pubblicazione dei bandi permanenti a cui partecipare per iscriversi agli elenchi nazionali, previsti in uscita per fine luglio.
La nota del 10 giugno dell’AIB (che ha seguito insieme ad altre associazioni di categoria, come ANAI, l’iter di definizione del Regolamento) chiarisce che questi elenchi saranno il riferimento per i futuri bandi di concorso in tutti i comparti pubblici. Va ricordato che l’iscrizione agli elenchi ministeriali sarà facilitata per coloro che sono iscritti alle associazioni di categoria riconosciute e inserite negli elenchi del Ministero dello sviluppo economico come associazioni professionali in grado di attestare la qualifica professionale.
Facilitante, ma non obbligatorio. Chiunque abbia i requisiti richiesti dalle tabelle ministeriali può partecipare al bando ed essere inserito nell’elenco di riferimento.
Occorre fin da subito leggere attentamente le tabelle predisposte e cominciare a paragonarle con la propria esperienza lavorativa per avere un’idea più chiara delle fasce presenti in cui potersi inserire. Va ricordato che il Ministero valuterà ogni domanda e, in caso di incongruenze, inserirà arbitrariamente il professionista nella fascia inferiore rispetto a quella richiesta.

Alcune associazioni hanno sottolineato dubbi e criticità sulla effettiva rispondenza delle tabelle ai reali percorsi formativi che ogni professionista deve affrontare, proprio per questo si sono impegnate a portare queste osservazioni nelle commissioni che redigeranno i bandi permanenti. Siamo fiduciosi che tutte le indicazioni ragionevoli e sostenute dall’esperienza pluriennale di tanti professionisti vengono ascoltate ed accolte.

Quindi, cari colleghi, analizziamo bene queste tabelle e prepariamoci ad essere ufficialmente riconosciuti nelle nostre professionalità.

Per approfondire:

www.beniculturali.it/elenchiprofessionisti

https://www.aib.it/struttura/osservatorio-lavoro-e-professione/2019/75235-elenchi-nazionali-professionisti-beni-culturali/

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