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BiblionovaCambiaSede

Biblionova cambia sede: dal 1° novembre a Piazza A. Mancini

Dopo quasi 20 anni, da quando nel 2000 ci trasferimmo dall’ufficio in Prati di Via Rodi 49 al quartiere Flaminio nei locali di Largo Pietro Vassalletto 6, abbiamo deciso di cambiare e rinnovarci!

Non andremo molto lontano, ci sposteremo di soli 350 metri.

Dal 1° novembre 2019 il nuovo ufficio sarà a:

Piazza Antonio Mancini 4, scala B, interno 6 (Roma)

Resteranno invariati i recapiti telefonici ed email.

Stiamo lavorando per creare un luogo accogliente e funzionale per tutti: per la nostra Segreteria, per l’Area contabilità, per i soci e collaboratori che dovranno periodicamente lavorare da remoto, per i membri del CdA in carica e a venire, che si occupano della gestione, per tutti i nostri partner e collaboratori.

L’augurio è che la nuova sede diventi un luogo sempre più frequentato, dove tutti abbiano il piacere di lavorare, incontrarsi e far confluire le diverse esperienze disseminate negli archivi e biblioteche dentro e fuori la città, e che sia un luogo fortunato come lo sono stati “Via Rodi” e “Vassalletto”, dove abbiamo lasciato tanti ricordi che ognuno di noi conserva nel proprio cuore.

Ad maiora!

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La Regione Lazio approva la nuova legge sui servizi culturali

Il Consiglio Regionale della Regione Lazio nella seduta dello scorso 3 ottobre, ha approvato all’unanimità la proposta di legge n. 163 del 12 giugno 2019, concernente: “Norme in materia di Servizi Culturali Regionali. Abrogazione della legge regionale 24 novembre 1997, N. 42 (Norme in materia di Beni e Servizi Culturali del Lazio) e successive modifiche e di disposizioni varie in materia di valorizzazione culturale.”
Restano da approvare le disposizioni finanziarie, il titolo e l’ultimo articolo sull’entrata in vigore della legge.

A fine luglio la Commissione Cultura aveva ascoltato circa trenta fondazioni, istituti, archivi, musei e biblioteche del Lazio in una audizione alla quale erano presenti anche la Direzione Generale Archivi e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio.

Dopo la deliberazione del nuovo Piano triennale di indirizzo in materia di beni e servizi culturali 2019-2021, che mancava da 15 anni, la Regione Lazio procede nell’opera di rinnovamento e di adeguamento sia alla legge statale (Codice dei beni culturali e del paesaggio), sia al mutato contesto sociale, professionale e tecnologico.

Tra le novità più rilevanti possiamo segnalare l’accento sulla valorizzazione del patrimonio culturale regionale; il concetto di biblioteche, archivi, musei istituti culturali intesi come servizi culturali regionali; l’allineamento dell’Albo degli Istituti culturali alle Organizzazioni regionali. Vengono inoltre definiti gli “istituti similari”: case-museo, musei all’aperto, ecomusei.
Spicca tra le novità l’istituzione dell’Organizzazione Archivistica Regionale e l’art. 26 che tratta dei Sistemi integrati di servizi culturali.

Vengono individuate, tra le linee prioritarie di intervento, la valorizzazione dei siti UNESCO, del patrimonio culturale immateriale e della memoria storica dei piccoli comuni, da attuare con modalità che prevedono l’integrazione della politiche regionali in materia di ambiente, turismo, artigianato, la promozione della progettualità locale e del coordinamento tra soggetti pubblici e privati e la stesura di Accordi di valorizzazione come previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Pur ammettendo la bontà della nuova legge, ci sarebbe piaciuto trovare maggiori indicazioni sulla professionalità degli operatori e sulla loro formazione, e che fosse previsto anche un maggiore confronto con il settore privato attraverso l’istituzione, sulla scorta della Regione Lombardia, di Tavoli della cultura, organismi consultivi costituiti da soggetti pubblici e privati.

 

 

Libro ufficio

Biblioteca in azienda? Fatto!

Ragioni di un’utopia

“Perché una biblioteca in azienda? A cosa serve leggere un romanzo?! Qui bisogna lavorare! Qui bisogna fare il fatturato, testina!”.
Un famosissimo personaggio del web potrebbe avere tranquillamente questa battuta nel suo repertorio, peccato che proprio un’azienda milanese DOC, la Pirelli, è stata una delle prime negli anni ’50 del secolo scorso a favorire la presenza di una biblioteca aziendale (il primato spetta a Olivetti già dagli anni ’30). Perché una biblioteca in azienda? Perché investire in un progetto simile?

Consideriamo le ragioni dell’imprenditore torinese riportate da Emanuela Ceva nell’articolo “L’utopia realista di Adriano Olivetti” pubblicato su Il politico nel 2010: Olivetti era un capitano d’industria con un’attenzione particolare alla “fioritura umana” dei suoi impiegati, un’utopia assolutamente realista che non perde di vista il capitale umano. Un perfezionista, in senso filosofico, sempre teso alla formulazione di linee di intervento che potessero realizzare il bene del lavoratore. L’idea individuata tende a curare particolarmente il rispetto della persona e della sua dignità, cosa che si completa perfettamente con un’attenzione anche all’aspetto culturale e all’organizzazione di eventi culturali.

Di fatto fu un primo embrione di welfare aziendale, in un’epoca in cui queste parole non esistevano ancora e le lotte per la conquista dei diritti dei lavoratori erano particolarmente intense.

Quali libri?

Quali libri si possono trovare in una biblioteca aziendale? Molte aziende hanno al loro interno un archivio o una biblioteca con materiali specifici per l’uso interno. Ad esempio, aziende di moda spesso si muniscono di materiali utili per il loro lavoro come riviste del settore, libri specifici su tecniche di lavorazione e simili. Gli archivi sono ricchi di tutta la storia documentale prodotta e da cui attingere in continuazione per non perdere l’identità dell’azienda stessa. Spesso sono spazi più o meno organizzati, accessibili solo al personale interno e con materiali strettamente legati all’uso richiesto dal lavoro quotidiano.

La biblioteca, di cui stiamo parlando invece, non è solo un luogo dove rintracciare testi specifici, ma anche un luogo di approfondimento dei propri interessi personali, che stimoli la creatività e possa arricchisca la personalità di ciascun lavoratore. Può diventare anche un luogo accessibile al pubblico esterno e quindi fruibile dalla comunità tutta.

L’utopia contagiosa

La cultura è un plusvalore in ogni ambito della vita di una persona, in azienda diventa un elemento di maggior competitività anche sul territorio. Per quanto non dia un utile immediato, investire in questo senso avvia un circolo virtuoso che permette alle imprese di crescere. Molte realtà stanno sviluppando questa ipotesi sulla scia di questi primi esempi milanesi: troviamo esempi a Torino, Milano e hinterland, Arezzo, Napoli e Roma. Un fenomeno che sta trovando sempre maggiori consensi, confermando la bontà dell’iniziativa.

Cosa potrebbe succedere se poi la biblioteca aziendale crea delle partnership con le biblioteche di pubblica lettura sul territorio aprendosi al prestito interbibliotecario o alla fruizione delle risorse della biblioteca digitale?  Non è un’utopia, è una realtà concreta e ben strutturata.

L’utopia diventa sistema

Nel momento in cui l’azienda sigla accordi per integrarsi in un sistema bibliotecario le possibilità di fruizione dei materiali crescono moltissimo. Un esempio è il catalogo della Biblioteca della Fondazione Pirelli.

Questo OPAC è integrato con il Polo regionale Lombardia del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) per cui tutti possono vedere liberamente quale sia il posseduto della biblioteca ed eventualmente fare richiesta all’ente per consultare il materiale di interesse. Inoltre, accanto ai testi specifici che riguardano gli ambiti di intervento della fondazione, i dipendenti possono accedere a tutti i servizi della biblioteca digitale fornita dal sistema. In realtà la prima esperienza di questa multinazionale in questa direzione è stata messa in atto per lo stabilimento a Settimo torinese con conseguenze a cascata sulle altre sedi del nord-Italia.

La fondazione ha instaurato un dialogo forte e proficuo tra il servizio pubblico e l’operatore privato che sta portando ad interessanti risultati: solo in Pirelli vengono prestati circa 500 libri al mese. Nel 2018 è stata inaugurata una nuova biblioteca in un’altra sede aziendale, con una ragionevole prospettiva di crescita nelle statistiche.

Ma Milano non ha l’esclusiva! A febbraio 2017 Confindustria Bari-BAT (Barletta-Andria-Trani) e l’assessore dei beni culturali di Bari hanno siglato un accordo per cui le aziende associate di Confindustria possono avvalersi di un “punto biblioteca” direttamente in azienda. Ogni spot è collegato con la Biblioteca Santa Teresa dei Maschi-De Gemmis che fornisce il supporto specialistico necessario per la gestione della circolazione libraria sia interna all’azienda sia in dialogo con tutto il sistema bibliotecario, ampliando esponenzialmente l’ampiezza del catalogo e le possibilità di scelta.

Un’altra interessante esperienza è la biblioteca nata nella zona industriale di Marcianise in provincia di Caserta, inserita perfettamente nel sistema bibliotecario del territorio. Il progetto nasce dal desiderio di combattere l’analfabetismo funzionale, cioè l’incapacità di usare in modo efficace le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. Questo fenomeno si traduce nell’incapacità di comprendere, valutare e usare le informazioni con cui entriamo in contatto tutti i giorni. Un andamento molto preoccupante a livello sociale e ancor più in un’attività produttiva in cui la massa di dati e informazioni da gestire cresce esponenzialmente ogni giorno. Non è possibile esimersi da questo ambito di intervento nel contesto attuale e questa consapevolezza fa risaltare ancora di più l’importanza di questa nuova apertura.

Un’azienda speciale: il CSBNO

Nel 1997 nasceva a Milano il Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest (CSBNO), con l’intento proprio di coordinare e sviluppare le varie realtà bibliotecarie del territorio. Nel 2017 il Sistema si è evoluto implementando una serie di servizi, diventando un’azienda speciale e cambiando il significato del suo acronimo (Culture Socialità Biblioteche Network Operativo).

Ad oggi il CSBNO gestisce 45 biblioteche di pubblica lettura, 7 biblioteche scolastiche, 2 biblioteche per ragazzi, 1 professionale, 1 speciale, 1 d’impresa e 3 centri per la documentazione di storia locale. Lo scopo del CSBNO non è solo quello di offrire una fruizione completa dei servizi della biblioteca, ma anche creare spazi di condivisione a più livelli incentivando il welfare culturale. Non si tratta solo di promozione della lettura, ma anche di mettere a disposizione dei lavoratori spazi di condivisione culturale per il loro tempo libero. L’obiettivo del Progetto CSBNO per l’imprese è proprio quello di creare un network che copra tutti gli ambiti del sapere, luoghi di condivisione anche personale che favoriscano il benessere della persona.

Un modello da esportare

Non stiamo parlando di fantascienza, stiamo parlando di una realtà in espansione che contribuisce fortemente al benessere dei lavoratori e ha bisogno di essere supportata da convenzioni e da operatori della cultura lungimiranti e attenti alle esigenze di tutti.

Non è stato ancora fatto uno studio statistico approfondito sulle biblioteche aziendali, ma è un dato che questa buona pratica si stia diffondendo e stia prendendo connotazioni uniche e prettamente italiane. Non esistono standard sulle biblioteche aziendali come è difficile trovare esempi come quelli descritti al di fuori del nostri confini nazionali. Questi modelli sono indicativi di come il dialogo tra enti pubblici e privati sia possibile anche in ambito culturale e che, anzi, vada valorizzato sia per una crescita culturale del paese sia per la crescita e la competitività delle singole realtà produttive. “La biblioteca fa fatturato, testina!”

 

Per approfondire:

https://well-work.it/it/blog/welfare-aziendale/promuovere-la-cultura:-il-welfare-e-le-biblioteche-aziendali

https://www.varese7press.it/162931/economia/biblioteche-in-azienda-strumenti-di-welfare-e-di-benessere

http://webopac.csbno.net/

https://bari.repubblica.it/cronaca/2017/02/06/news/biblioteche_libri_impresa_confindustria-157727434/?refresh_ce

https://www.marcianise.info/2019/02/la-glsolarenergy-apre-una-piccola-biblioteca-aziendale-nellarea-industriale-di-marcianise/

https://www.fondazionepirelli.org/it/le-biblioteche/

Ceva Emanuela, L’utopia realista di Adriano Olivetti: la fioritura della persona tra rispetto e innovazione, in Il politico, vol. 75, n. 2 (2010), pp. 179-186.

Bibliopride

Bibliopride 2019! In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli.

Vi siete mai chiesti quali siano le domande cui un bibliotecario risponde ogni giorno da dietro il bancone? La casistica copre un ventaglio di opzioni ragguardevole. Pensate ad una biblioteca comunale, a quando cercate quel famosissimo libro di cui non ricordate l’autore ma solo che aveva la copertina rossa. Pensate ad una biblioteca universitaria, alla preparazione della tesi di laurea, alle ricerche bibliografiche che prendono pieghe impensabili con lo studente che non sa se essere felice o cominciare a preoccuparsi per tutto quello che dovrà leggere. Pensate alle biblioteche specializzate, al bibliotecario che fa mille domande e alla fine trova proprio quell’articolo fondamentale per la sua ricerca e che nessuno riusciva a procurarvi. Pensate ad una sala ragazzi piena di genitori e bambini che gattonano tra gli scaffali 0-6. Non vi sembrano motivi per essere orgogliosi di questo mestiere?
A noi sì, per questo fu particolarmente doloroso scoprire nel 2012 il caso della Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Il furto di preziosi manoscritti a vantaggio di note personalità della politica ad opera del direttore della biblioteca stessa ha creato non poca indignazione tra i professionisti della cultura. Emerse allora con particolare decisione la necessità di ricordare a tutti la vera statura del bibliotecario e l’importanza delle biblioteche per la crescita economico-culturale di tutti.
Nacque così Bibliopride – Giornata nazionale delle biblioteche sotto la guida di AIB (Associazione Italiana Biblioteche). Le prime sette edizioni, partite proprio da Napoli nel 2012, sono state strutturate come un’unica giornata di festa della cultura. L’ottava edizione di quest’anno trova un felice connubio con i 20 anni di Nati per Leggere e sarà diffusa su tutto il territorio nazionale con numerose iniziative che si svolgeranno nella settimana dal 23 al 28 settembre.
Bibliotecari e operatori culturali proporranno letture animate, presentazioni di libri, visite alle biblioteche di pregio per far riscoprire il fascino e la ricchezza di queste istituzioni, tutti eventi completamente gratuiti. Il connubio con Nati per leggere ha suggerito molte iniziative dedicate ai più piccoli, ricordando che la “Leggere fa bene: prima si inizia e meglio è!”.
L’iniziativa ha ottenuto patrocini illustri: Senato della Repubblica; Camera dei Deputati; Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; AIE – Associazione italiana editori; ALI – Associazione librai italiani; ANAI – Associazione nazionale archivistica italiana; ANCI – Associazione nazionale comuni italiani; AVI – Associazione videoteche mediateche italiane; IALM Italia.

Quindi, agenda alla mano, non prendete impegni, c’è il Bibliopride 2019, perché “In biblioteca. Cresci. Sogni. Voli”!

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20 anni di Nati per Leggere

Nati per Leggere compie 20 anni, ma come è nata questa esperienza?

Nel 1999 ad Assisi l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione italiana biblioteche (AIB) e il Centro per la salute del bambino (CSB) su iniziativa degli allora presidenti hanno dato vita al programma Nati per Leggere. L’obiettivo, come si legge sul sito dedicato al programma, è quello di promuovere la lettura in famiglia per i bambini da 0 a 6 anni per sostenere positivamente il loro sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale con significative conseguenze sul rapporto genitori-figli e sulla futura vita adulta del bambino.

Il programma, grazie allo sforzo dei suoi promotori e dei tanti volontari attivi, ha avuto fin da subito il supporto delle istituzioni nazionali, sia del Ministero dei Beni e delle Attività culturali sia del Ministero della Salute sia dall’International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA). Attualmente NpL è presente in più di 2000 comuni italiani con circa 800 progetti attivi con particolare riguardo allo sviluppo di spazi di socializzazione, condivisione e integrazione all’interno della comunità sia essa la famiglia o il quartiere. Per questo i presidi NpL sono innanzitutto luoghi di accoglienza per i genitori e i loro figli, come ad esempio le sale d’attesa degli ambulatori pediatrici, i nidi, le scuole d’infanzia e le biblioteche.

Di fatto, l’Osservatorio editoriale di Nati per Leggere ogni anno seleziona e suggerisce un certo numero di libri adatti ai vari momenti della crescita del bambino secondo criteri precisi e definiti proponendo percorsi di lettura e di condivisione. Gli strumenti prodotti dal programma sono una Bibliografia cartacea, nata nel 2001 e giunta alla sua sesta edizione, e un catalogo online inaugurato lo scorso anno e disponibile su piattaforma wiki.

Per le sue caratteristiche, la biblioteca è un luogo privilegiato dove sviluppare un presidio NpL, infatti ci sono specifiche direttive per i bibliotecari con la possibilità di frequentare un corso formativo ad hoc. Se ci pensiamo bene, i bibliotecari hanno nel DNA la promozione della lettura e stimolare fin dai prima anni è un’occasione imperdibile.. In questa epoca in cui le statistiche ci ricordano quanto poco sia diffusa la lettura tra i nostri connazionali, abbiamo la possibilità di far scoprire la bellezza della lettura a adulti e bambini, offrire momenti di condivisione importanti per gli adulti di oggi e quelli di domani, contribuendo alla formazione di persone più consapevoli e complete che possono scoprire fin da ora la bellezza e la ricchezza di un libro e della lettura tanto spesso bistrattata.

Come festeggiare questo importante compleanno? Il prossimo appuntamento sarà il Convegno e la Festa del 26 settembre prossimo presso l’Aula Magna dell’Università Sapienza di Roma. Ma i festeggiamenti sono iniziati già ad aprile scorso, durante la Fiera del Libro per ragazzi di Bologna: il filo conduttore del programma de Il vento dei 20 è stato proprio il numero 20: tutte le manifestazioni e gli eventi programmati hanno avuto come tema questo numero. Non ci soffermiamo sulle singole iniziative (sarebbe impossibile elencarle tutte a dovere), vogliamo però sottolineare che la sfida è grande, gli strumenti per partecipare non mancano e, come bibliotecari, è un’occasione da non perdere per condividere la passione per la lettura che ci anima e che vorremmo potesse contagiare il nostro paese e il mondo intero.

 

Per approfondire:

Nati per Leggere: http://www.natiperleggere.it/il-vento-dei-20.html; https://www.facebook.com/natiperleggere/

AIB: https://www.aib.it/attivita/2019/75368-vento-dei-20-convegno-nati-per-leggere/

FocusElenchiNazionali

Tempo di professionalità riconosciuta

Il 20 maggio scorso il Ministero per i beni e le attività culturali ha emanato il decreto che contiene il Regolamento concernente la procedura per la formazione degli elenchi nazionali dei professionisti dei beni culturali dando attuazione alla modifica del Codice dei beni culturali approvata con la legge n. 110/2014.
Ebbene sì, è successo e questi riferimenti normativi testimoniano con chiarezza che finalmente ci saranno elenchi nazionali anche per i professionisti dei beni culturali. Il processo per arrivare a questo risultato è stato lungo e difficile, ma è stato raggiunto un primo ragguardevole traguardo sulla strada del riconoscimento della professione.
Il sito del Ministero ha subito reso noti il Regolamento e le tabelle di inquadramento dei singoli professionisti (antropologo fisico, archeologo, archivista, bibliotecario, demoetnoantropologo, esperto di diagnostica e di scienze e tecnologie applicate ai beni culturali, storico dell’arte). L’ultimo passo normativo è la pubblicazione dei bandi permanenti a cui partecipare per iscriversi agli elenchi nazionali, previsti in uscita per fine luglio.
La nota del 10 giugno dell’AIB (che ha seguito insieme ad altre associazioni di categoria, come ANAI, l’iter di definizione del Regolamento) chiarisce che questi elenchi saranno il riferimento per i futuri bandi di concorso in tutti i comparti pubblici. Va ricordato che l’iscrizione agli elenchi ministeriali sarà facilitata per coloro che sono iscritti alle associazioni di categoria riconosciute e inserite negli elenchi del Ministero dello sviluppo economico come associazioni professionali in grado di attestare la qualifica professionale.
Facilitante, ma non obbligatorio. Chiunque abbia i requisiti richiesti dalle tabelle ministeriali può partecipare al bando ed essere inserito nell’elenco di riferimento.
Occorre fin da subito leggere attentamente le tabelle predisposte e cominciare a paragonarle con la propria esperienza lavorativa per avere un’idea più chiara delle fasce presenti in cui potersi inserire. Va ricordato che il Ministero valuterà ogni domanda e, in caso di incongruenze, inserirà arbitrariamente il professionista nella fascia inferiore rispetto a quella richiesta.

Alcune associazioni hanno sottolineato dubbi e criticità sulla effettiva rispondenza delle tabelle ai reali percorsi formativi che ogni professionista deve affrontare, proprio per questo si sono impegnate a portare queste osservazioni nelle commissioni che redigeranno i bandi permanenti. Siamo fiduciosi che tutte le indicazioni ragionevoli e sostenute dall’esperienza pluriennale di tanti professionisti vengono ascoltate ed accolte.

Quindi, cari colleghi, analizziamo bene queste tabelle e prepariamoci ad essere ufficialmente riconosciuti nelle nostre professionalità.

Per approfondire:

www.beniculturali.it/elenchiprofessionisti

https://www.aib.it/struttura/osservatorio-lavoro-e-professione/2019/75235-elenchi-nazionali-professionisti-beni-culturali/

Regione-Lazio

La cultura fa sistema nel Lazio

Come molti sanno, nel 2012 è stato formalmente costituito il coordinamento nazionale permanente del MAB (Musei, Archivi, Biblioteche) promosso da AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) e ICOM Italia (International Council of Museum – Comitato Nazionale Italiano), creando un soggetto unitario con cui le varie istituzioni politiche si sono dovute via via confrontare. Non è facile far ascoltare la voce di una nuova entità culturale, perché è nuova, perché deve trovare i suoi spazi, la sua forma operativa, insomma deve trovare il modo di farsi ascoltare.
Il MAB ha trovato il modo e la Regione Lazio, approvando lo scorso 3 aprile il Piano triennale di indirizzo in materia di beni e servizi culturali 2019-2021, ne ha dovuto tenere necessariamente conto. Tale Piano è stato innanzitutto l’esito di un lavoro di confronto con tutti i documenti programmatici del mondo museale, archivistico e bibliotecario, del MAB appunto, e ha dovuto tener conto soprattutto del fatto che questi tre aspetti della cultura vanno ormai di pari passo e necessitano anche di una programmazione politica unitaria e ben costruita.
Nel Lazio i numeri sono ragguardevoli: la ricognizione degli enti accreditati nel 2018 ha rilevato 135 musei e 197 biblioteche di interesse locale, 9 sistemi bibliotecari, 3 sistemi integrati, 6 sistemi museali e 4 sistemi museali tematici. Di questi, il 66% delle biblioteche e il 74% dei musei è parte di un sistema. Ed ecco la parola chiave: sistema.
La Regione Lazio ha individuato nella creazione di sistemi e sinergie fra i vari enti culturali, la chiave per poter essere veramente attraente nel contesto socio-culturale del nostro tempo e costruire anche proposte culturali con realtà locali che siano comparabili alle realtà di scala maggiore.
In ottica museale, l’obiettivo prioritario è quello di sviluppare un Sistema Museale Nazionale con un catalogo di tutti i beni e lo sviluppo di iniziative che mettano al centro l’idea di una cultura veicolata attraverso l’intrattenimento.
Per quanto riguarda il mondo delle biblioteche, bisogna ricordare che l’idea di sistema è già molto sviluppata: da molti anni è presente un catalogo nazionale (il celebre OPAC SBN anch’esso in corso di rinnovamento) a cui le biblioteche del Lazio partecipano attraverso un polo dedicato (RL1 per gli addetti ai lavori), dopo la separazione nel 2017 dal polo RMS dell’Università La Sapienza di Roma. L’ottica di lavoro sulle biblioteche si sposta, quindi, sull’implementazione del loro valore formativo.
Il Piano inserisce anche gli archivi storici nel sistema culturale locale, riconoscendogli il ruolo fondamentale di conservazione della memoria degli enti attraverso documenti unici e non ripetibili che necessitano di una corretta gestione. A differenza dei musei e delle biblioteche, per gli archivi, come già in passato, non sono previste procedure per l’accreditamento: unica condizione da rispettare per rientrare tra i soggetti beneficiari di contributi regionali per il sostegno e per le attività, è quella di essere accessibili alla pubblica fruizione.
Anche gli Istituti culturali regionali accreditati e inseriti nel rispettivo Albo sono parte del sistema e rientrano nella programmazione.
Il Piano, oltre a orientare la progettazione, la realizzazione e la gestione di musei, archivi e biblioteche, prevede l’erogazione di contributi (sono già partiti tre bandi in merito) per lo sviluppo di queste attività, l’approfondimento e la stabilizzazione della cultura sistemica. Per poter accedere a questi fondi, biblioteche e musei devono essere inseriti nelle Organizzazioni Regionali O.B.R. (Organizzazione Bibliotecaria Regionale) e O.M.R. (Organizzazione Museale Regionale), mentre gli archivi storici di enti locali devono essere accessibili alla pubblica fruizione.
Si ricorda che si tratta di contributi che non precludono forme complementari di finanziamento. I criteri per essere accreditati sono rispondenti alle norme internazionali, cosa che implica attenzione a vari aspetti, soprattutto alla professionalità e alle competenze di chi eroga i servizi.

Concludiamo questa breve disamina sulla politica culturale del Lazio con un proverbio giapponese che dice: Una singola freccia si rompe facilmente, ma non dieci tenute assieme.

 

Per approfondire:
Delibera del Consiglio Regionale 3 aprile 2019, n. 3. Legge regionale 24 novembre 1997, n. 42 (Norme in materia di beni e servizi culturali del Lazio) e successive modifiche – Piano triennale di indirizzo in materia di beni e servizi culturali 2019-2021

Regione Lazio – bandi cultura

Regione Lazio Biblioteche, Musei, Archivi e Istituti culturali

Sito MAB (Musei, Archivi, Biblioteche)

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Gli orari estivi del nostro ufficio

Vi informiamo che durante il mese di agosto, il nostro ufficio osserverà il seguente orario:

da giovedì 1 a venerdì 9 APERTO dalle 9:30 alle 14:30;
da lunedì 12 a venerdì 23 CHIUSO;
da lunedì 26 a venerdì 30 APERTO dalle 9:30 alle 14:30.

Riapriremo regolarmente lunedì 2 settembre.

Se avete bisogno di contattarci, scriveteci a info@biblionova.it,

oppure inviate un messaggio privato sulle nostre pagine social

www.facebook.com/Biblionovasc/

https://www.linkedin.com/company/biblionova-s.c./

 

Buone vacanze a tutti!!!

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Biblionova aderisce alla Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue Legacoop

Biblionova ha aderito alla Legacoop, l’associazione di tutela e rappresentanza delle cooperative ad essa aderenti, nata nell’autunno del 1886, quando cento delegati in rappresentanza di 248 società e di 70.000 soci si riunirono in Congresso a Milano per dare vita alla Federazione Nazionale delle Cooperative, che nel 1893 si sarebbe trasformata in Lega delle Cooperative.

La struttura associativa attuale di Legacoop si articola – oltre che in Legacoop Regionali e Provinciali, che curano la dimensione territoriale – in autonome Associazioni di settore, che organizzano le cooperative in relazione ai diversi ambiti di attività: la nostra cooperativa è naturalmente confluita in CulturMedia, il settore Cultura Turismo Comunicazione di Legacoop, mentre dal punto di vista territoriale fa riferimento a Legacoop Lazio.

Scopi fondamentali di Legacoop sono la promozione della cooperazione, la diffusione dell’idea e della esperienza cooperativa, la rappresentanza e la tutela delle cooperative e degli enti aderenti ai fini del loro consolidamento e sviluppo, nel rispetto dell’Articolo 45 della Costituzione italiana che recita:
“La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione
a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.
La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei
e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.”

Con l’adesione a Legacoop ci auguriamo di trovare nuove occasioni di confronto e collaborazione!

IoSonoCultura2019

Io sono cultura 2019: cresce il peso della cultura nell’economia italiana

E’ consultabile online il rapporto annuale “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi”, arrivato alla IX edizione, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche.
Io sono cultura 2019, presentato il 20 giugno a Roma al MIBAC, testimonia, dati alla mano, la crescita del Sistema Produttivo Culturale e Creativo nel 2018: generati quasi 96 miliardi di euro e mossi 265,4 miliardi, ovvero il 16,9% del valore aggiunto nazionale; 1,55 milioni di persone impiegate, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati.
Lazio, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna le regioni che producono di più.
I numeri dimostrano che la cultura è uno dei motori della nostra economia e della ripresa.

In crescita, il design, la comunicazione. L’Italia recupera il terreno perso negli anni precedenti nel settore videogame e software e segue il passo del dell’industria cinematografica e industria audiovisiva.

Il Rapporto Symbola è l’unico studio in Italia che, annualmente, quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale e nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Symbola e Unioncamere, iniziata nel 2011 con l’obiettivo di dare valore al contributo dell’industria culturale alla produzione di ricchezza e all’occupazione in Italia.

Un racconto che ha contribuito a diffondere l’immagine della cultura come uno dei fattori trainanti dell’economia italiana.

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    Redazione e aggiornamento del sito web a cura di Laura Ciallella e Silvia Sarti.